D.D.A.I. (Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività)

Il termine  D.D.A.I.  corrisponde all’acronimo italiano con il quale

ci si riferisce al (Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività)  nota anche come ADHD .

Con esso si
vuole descrivere una popolazione eterogenea e vasta di bambini che presentano
una serie di problemi, legati principalmente alle difficoltà a :

  • mantenere l’attenzione;

  • controllare il movimento;

  • controllare  gli impulsi.
  • L’attenzione
    può essere concepita sia in termini cognitivi che comportamentali, ed è legata
    alla capacità di concentrazione e alla resistenza alla distrazione.

Le manifestazioni comportamentali delle difficoltà attentive sono: ridotto tempo di lavoro sullo stesso
compito, il maggior numero di distrazioni rispetto al lavoro principale e
frequenti cambi di attività .

  • L’iperattività viene intesa come un
    eccessivo movimento, sebbene tale manifestazione comportamentale sia
    strettamente dipendente dal contesto .
  • L’impulsività
    è la tendenza ad agire prima di aver riflettuto adeguatamente e può essere
    intesa come una eccessiva rapidità nelle risposte, una ricerca di stimolazioni,
    un’ esagerata attrazione verso le gratificazioni immediate, un’ avversione ad
    aspettare o un’ incapacità a pianificare le proprie azioni.

Accanto ai tre sintomi
primari
e distintivi  del DDAI
(difficoltà attentive, impulsività e iperattività), seguono i sintomi
secondari
che rendono ancora più complessa la diagnosi.

Il  DDAI è un disturbo bio-psico-sociale, “Biologico”
 in riferimento a componenti
costituzionali,  “psico-sociale” in
riferimento a  pattners cognitivi e
relazionali.

La diagnosi di
DDAI è un processo che richiede tempi lunghi proprio perché non esiste un unico
test diagnostico di per sé sufficiente ad identificarlo, lo strumento
diagnostico principale per porre un sospetto
diagnostico fondato è il DSM-V.

Intervento
e strategie

La complessità del disturbo e delle sue conseguenze, la conseguente difficoltà
nel  fare la diagnosi, implicano la necessità
di proporre un tipo di intervento di tipo multimodale,
ponendo particolare attenzione non solo agli 
interventi rivolti ai bambini quanto al coinvolgimento dei genitori e
insegnanti.

Il panorama sul DDAI è particolarmente ampio e variegato di
strategie  e metodi educativi, di
supporti e accorgimenti pedagogici-didattici finalizzati a favorire il successo
scolastico dell’alunno con difficoltà comportamentali e cognitive.

Già durante gli
anni della scuola dell’infanzia i  bambini mostrano in genere un comportamento
meno maturo rispetto ai coetanei, ma è con l’inizio della scuola elementare che
l’impulsività, l’iperattività e la facile distraibilità appaiono più evidenti,
perché interferiscono con l’insegnamento e con l’apprendimento.

Alla base del
complesso quadro del DDAI c’è un Deficit di Autoregolazione, per cui il bambino
non riesce a regolare:

  • La sua capacità di concentrazione e di
    attenzione sostenuta nel tempo;
  • Il processo di panificazione e soluzione di
    problemi;
  • Il suo livello di autostima;
  • Il suo comportamento con gli altri rispettando
    le più comuni regole sociali;
  • Il suo comportamento motorio;
  • La tendenza a dare una risposta in modo
    precipitoso e impulsivo;
  • La capacità di rispondere in modo positivo a
    certe emozioni;
  • Il livello di motivazione, la fiducia
    nell’impegno e nello sforzo.

Lo Studio Professionale di Pedagogia
Clinica “Paidòs”  realizza:

  • percorsi personali di intervento attraverso la
    realizzazione di un trattamento clinico pedagogico abilitativo specifico.

  1. Incontri periodici con le scuole ed i servizi
    del territorio, per favorire un percorso di studi il più possibile positivo e
    costruttivo.

  • Utilizzo di diagnostica pedagogica.

  • Realizzazione di progetti di prevenzione, supervisione,
    monitoraggio all’interno delle Scuole dell’Infanzia, Scuole Primarie e Scuole
    Secondarie di Primo Grado.

D.D.A.I. (Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività)

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